appunti dal giappone.

16.8.06

festa dei vivi festa dei morti
















il sedici agosto è la festa dei morti a kyoto, e sulle colline introno alla citta si bruciano degli ideogrammi giganti fatti di legnetti affastellati e si mettono lampade votive nell'acqua del fiume. l'atmosfera è bellissima, da festa popolare. tanto bella e frizzante che ci si scorda subito che il punto sono i morti troppi vivi e troppa vita intorno. bambine giovani e anche uomini in kymono, bancarelle di cibo a non finire, giochi per bambini con palloncini, pesci, acqua e quantaltro, luci, preghiere, monaci che scrivono i nomi - di chi ? dei morti o dei vivi? noi nel dubbio facciamo mettere i nostri, sigh- su lampade di carta che poi vengono messe nel fiume. scruto tuttom con eccitazione, cuirosita divertimento e amarezza. questo è il paradiso dell'etnologo, e pure del fotografo. ma la mia macchina è persa da qualche parte nei menadri cattivi della stazione.mi rassegno dopo un po a godere semplicemente dello spettacolo, deli fluire di quello che mi sta introno, poesia semplice di fuoco e acqua. da qui le lampade rappresentanti i morti scorreranno verso il mare, allontanandosi dal brulicare dei vivi, portandosi dietro le loro preghiere e i ricordi. ma niente tristezze o rimorsi, o cosi sembra, per l'aldila buddista. solo cibo sorrisi e preghiere.

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