appunti dal giappone.

13.8.06





























il mercato del pesce di tokyo non è assolutamente come quello di milano, e credo di nessun altro. a differenza e a dispetto delle discoteche gay conserva un idea di quello che è lo specifico incrollabile di un certo luogo, una geografia, un antropologia. certo è facile fare i nostalgici ma la nostra esperienza qui, finora, davvero ci porta all'attrazione- tipicamente europea, si badi bene- verso l'antico, l'originario, la purezza. tendiamo a dare per scontato che i ristorantini di sushi e pesce alla piatra ricavati negli interstizi tra gli alveari di venditori indaffarati, sporchi, urlanti, che gli affilatori di coletelli, i venditori di ceramiche, i mangiatori di ramen e i bambini portati dalla loro famiglia la domenica mattina, tutto questo sia molto meglio di quello scatolone di supermercato a neon fracassoso e globalizzato in cui ti sei ritrovato finora. qui ci si sbaglia? ecchilosa. i giapponesi stessi insegnano che la storia è una nostra costruzione, che non si vive che nell'attimo e non c'è valore neccessario nel passato, ma solo nel mero fluire del tempo. fatto sta che qui e ora, per noi, quello che è scatta l'istinto nostalgico, del pittoresco, del vero. qui ci commoviamo per le faccie dei bambini con la faccia cacciata nella scodella di riso, le travi di legno i sacchetti di plastica consumata. qui tutto sembra piu affascinante per la patina di sporco, vissuto, improvvisato, neccessario e naturale che gli è impresso sopra. ci sentiamo subito a casa, esploratori bianchi in terra straniera, benevolmente accettati dietro le quinte di una societa che altrimenti ci scimmiotta ansiosa della nostra approvazione. tutto sembra piu rilassato e autentico, e diciamolo, folkloristico. mai il folklore ci sembro cosi bello e necceassario. il mercato ti da sempre questa emozione, questa illusione di aver colto il tranche de vie epifanico, il noumenico originario. poco importa, al momento, se sia vero o no. anzi abbiamo visto anche un pesce palla imbalsamato appeso a lato d una bancarella e la sua presenza ci ha di certo rassicurate.

1 Comments:

Blogger vale said...

ma ciao pollastre!finalmente ricevo qualche vostra notizia...vi credevo disperse dall'altra parte del mondo che dalla descrizione pare davvero strano...ma divertente!un bacio gigante!!!!lavale

11:28 PM

 

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