appunti dal giappone.

22.8.06

la fine non è la fine

domani partiamo. ancora cose da postare, foto da sistemare, spunti da terminare. il blog non muore domani quindi. pero domattina prendiamo l'aereo e torniamo. come sempre quel misto di sensazioni piu o meno acute e consapevoli che navigano nella testa: come fare a far stare tutto in valigia buttando foglietti inutili e soppesando il valore di cianfrusaglie cartoline fogliettini, senso di perdita acuto e dolorossissimo per il rullino scattato oggi con 24 foto che so di aver fatto ricordo a memoria ma non vedro mai, rimorso per le cose che so di non aver visto fatto, o di cui avrei voluto sapere di piu ma ancora ignoro. bilanci mentali sulle domande con cui si era partiti, e su quelle che sono sbucate strada facendo. le ganguro non esistono piu, il kawaii imperversa e convive astrusamente con il minimal zen, gli artisti e i musei come li intendiamo noi sono imitazione occidentale come la pasticceria francese e la pasta italiana che si trova in giro, perche i giapponesi, come ha detto fosco o angela o qualcuno dei miei informatori letterari, sono il popolo del futuro e nel futuro, si sa, arte e il resto non sono mai stati disunti, anzi tutto è decisamente sbilanciato a favore del resto. e con tutti questi abbozzi di pensiero ammucchiati in testa mentre chiudo la valigia penso anche a come sarebbe stato stare qui per piu tempo. tutta un altra cosa, forse. perche gia adesso dopo poco tempo la mia attenzione è mutata, il mio occhio si è abitauto, alle volte avevo bisogno di chiudere gli occhi per un attimo, distanziarmi per continuare a vedere le cose, a pensare che ero in giappone e non poteva essere tutto normale per me. ma questo mi da anche fiducia nell essere uomo fra gli uomini. nel fatto che persino questo acquario di marziani potrebbe diventare casa mia, dopo una settimana inziavo pure a disitngurere le parole. e pero, e pero. lo zoccolo duro della differenza, quello come al solito è nell'ombra dell'essere. e quello va inseguito, stanato, discosto, sviscerato. vado a letto nella mia cella d'albergo con quattro telecomandi e otto punti luce di cui uno sotto il letto che non si spegne mai pensando a questo, e che magari domattina a shibuia mentre prendo il treno posso anche fare qualche ultima foto alla gente...

0 Comments:

Post a Comment

<< Home