appunti dal giappone.

12.8.06

lost in the supermarket











































































The kids in the halls and the pipes in the walls
Make me noises for company
Long distance callers make long distance calls
And silence makes me lonely

Niente musei, nemmeno oggi. non si trovano, non ci sono, e anche se ci fossero sarebbero pieni di esibizioni temporanee scadenti, che è estate e non è alta stagione per queste cose.
e quindi il programma del giorno è trovarsi ad una stazione del metro, arrivare in un altra stazione eppoi prendere un trenino panoramico per andare ad un isola verso la baia. saliamo sul treno e scopriamo che è privo di un conducente umano. fa tutto da solo, e velocemente e silenziosamente e panoramicamente ci porta a destinazione. nel tragitto vediamo tokyo dall'alto, che piu che mai sfoggia il suo aspetto di metropoli del futuro. l'isola a cui dobbiamo arrivare, poi, non è un isola naturale, bensi un isola completamente artificiale, costruita dagli anni novanta in poi grazie ad un enorme accumulo di rifiuti a fare da fondamenta. si, esatto. rifiuti. tanti da farne un isola. e sopra costruire un enormi complessi palazzi collegati da passeggiate in stile pier gentrificato americano, e parchi a tema e quantaltro possa produrre nuovi rifiuti in abbondanza.
la nostra guida semiautictona sa gia dove guidarci: in quella che definisce come l'apoteosi del mall da studio sociologico. si chiama venus fort ed è un un mall a tema italiano, in cui il corridoio principale è la ricostruzione di una via italiana con tanto di nomi delle strade in italiano, cielo finto azzurro sopra di noi, angoli romantici, fontane barocche in finto marmo, e strani esseri vestiti in tutone rosso che ti salutano. sono i folletti del mall, ci informa. non ci resta che farci tra l'annoiato e il mai sazio il giro di tutti gli ennesimi negozi, pullulanti di gente con borsine borsone e bambini. tutti i negozi ancora una volta sembrano essere per bambini. quelli per grandi e quelli per piccoli perdavvero. ennesima riprova della pervasivita e dell'obiquita della cultura del kawaii. facciamo un giro fuori. passerelle di legno su scenari metafisici, torrette, edifici a cupola stile fantascientifico-estratterrestre, torri sottili e riproduzioni delle stesse torri in versione kawaii ci aspettano e accompagnano nel tragitto tra un mall e l'altro. ci sentiamo persi ancora una volta nell'acquario di colori e persone che si muovo in torno brulicano e nuotano nell'aria umida. scappiamo dall'isoletta di rifiuti per rituffarci negli scantinati notturni della citta. ma questo è un altro post..

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